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    “Basta agli assegni di mantenimento”: la cassazione mette la parola fine | Non sei costretto a dare più un euro

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    L’assegno di mantenimento potrebbe cambiare. Ecco cosa dicono gli ultimi casi di giurisprudenza e cosa succede.

    L’assegno di mantenimento è un contributo economico stabilito dal giudice in caso di separazione o divorzio. Serve per garantire il sostegno materiale al coniuge economicamente più debole o ai figli. L’importo varia in base al reddito, alle esigenze e al tenore di vita mantenuto durante il matrimonio.

    Il mantenimento può essere richiesto dal coniuge e da genitori per i figli minori. È un diritto sancito da legge e si basa su un principio di solidarietà familiare. Lo scopo è evitare squilibri economici dopo la fine della convivenza.

    Nel caso dei figli, l’assegno copre le spese ordinarie come vitto, istruzione, abbigliamento e cure mediche di base. Entrambi i genitori devono contribuire in proporzione alle possibilità economiche. Le spese straordinarie, invece, vanno concordate a parte e possono includere viaggi, sport o cure specialistiche.

    Per il coniuge, l’assegno viene riconosciuto se non ha redditi adeguati e non può procurarseli per ragioni oggettive. Il giudice valuta diversi fattori: durata del matrimonio, condizioni economiche, contributo a famiglia e ragioni della separazione. Può essere versato mensilmente o in un’unica soluzione. Cosa cambia?

    Come funziona

    L’assegno di mantenimento non è automatico: deve essere richiesto e giustificato. Il giudice decide in base a documentazione e testimonianze. Per i figli, la priorità è il loro benessere. Il mantenimento può essere modificato nel tempo, se cambiano le condizioni economiche o familiari.

    Si può anche richiedere la sua revisione o la cessazione. La mancata corresponsione dell’assegno può avere conseguenze legali, tra cui il pignoramento dei beni o la denuncia per inadempimento.

    Famiglia vacanza
    Famiglia in vacanza con assegno di mantenimento (Canva Foto) – managementcue.it

    Cosa succede

    Nel video pubblicato come post sul profilo Instagram @avv_giuseppe_di_palo il 19 luglio 2025, l’avvocato Giuseppe Di Palo spiega: “La Cassazione ha detto basta agli assegni di mantenimento insostenibili. L’importo per i figli non può essere una condanna, non può essere una condanna definitiva anche e soprattutto se le condizioni iniziali cambiano“. L’avvocato continua: “Se ti licenziano, se cambi lavoro, non per tua colpa e paghi di meno, l’assegno deve riconsiderare tutti gli aspetti. Se il tuo reddito cala, anche in seguito ad una scelta lavorativa legittima e non fraudolenta, hai il diritto di chiedere una revisione“.

    Come per gli altri debiti, spiega l’esperto: “Non è più possibile essere costretti a versare una somma che ti porterebbe al di sotto di una soglia di vita dignitosa. Il principio chiave, quindi, è la proporzionalità“. Il professionista prosegue: “Chi ha di più dà di più, ma chi ha di meno deve poter contribuire senza essere strangolato finanziariamente. Se ci pensi, in fondo, non si tratta di una scappatoia, ma di pure e semplice buon senso“.

    L’articolo “Basta agli assegni di mantenimento”: la cassazione mette la parola fine | Non sei costretto a dare più un euro è stato scritto su: Business | CUENEWS.

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