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    L’inflazione nell’Eurozona è in diminuzione

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    L’inflazione nell’Eurozona ha segnato un notevole calo nel mese di ottobre 2023, registrando un tasso annuo del 2,9%. Questo cambiamento ha suscitato l’interesse del mondo finanziario e degli esperti, con riflessi significativi su diverse componenti economiche.

    L’inflazione tende al ribasso

    Ad ottobre si è registrato un calo dell’inflazione nei paesi dell’Eurozona. Il tasso annuo si è assestato sul +2,9%, in diminuzione rispetto al +4,3% di settembre e al +5,2% di agosto. Tale declino riporta il tasso medio dell’inflazione al livello più basso registrato da luglio 2021. Esaminando le componenti principali dell’indice d’inflazione, emergono settori con tassi differenziati: alimentari, alcol e tabacco hanno registrato il tasso più elevato (+7,5%, in calo rispetto al +8,8% di settembre), seguiti da servizi (+4,6%, in lieve ribasso rispetto al +4,7% del mese precedente), beni industriali non energetici (+3,5%, in calo rispetto al +4,1% di settembre) e energia (-11,1%, registrando un ulteriore decremento rispetto al -4,6% del mese scorso).

    inflazione

    Per quanto riguarda l’Italia, l’inflazione calcolata secondo l’indice IPCA per ottobre è stata del +1,9%, in discesa rispetto al +5,6% di settembre. Tale valore rappresenta il più basso registrato nell’Eurozona, escludendo Belgio e Olanda, in cui si è verificato un tasso di inflazione negativo (rispettivamente -1,7% e -1%). Riguardo al “carrello della spesa” (l’indice dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona), i livelli di inflazione restano elevati, con un tasso annuo del +6,3% ad ottobre, in calo rispetto al +8,1%. Tuttavia, la variazione congiunturale (ottobre rispetto a settembre) registra un +0,1%.

    Impatto delle politiche monetarie della BCE

    La frenata nell’incremento dell’inflazione può essere attribuita all’aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea (BCE). Le prossime mosse della BCE sono oggetto di discussione, considerando l’obiettivo di mantenere il tasso di inflazione sotto il 2%. Secondo gli analisti, è presto per prevedere una riduzione dei tassi di interesse.

    L’ex governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha recentemente commentato la questione durante la novantanovesima giornata del risparmio organizzata dall’Acri a Roma il 31 ottobre. Visco ha appoggiato la politica monetaria adottata dalla BCE, sostenendo il mantenimento dei tassi di interesse sugli attuali livelli per un periodo sufficientemente ampio. Ha affermato che tale approccio rappresenta “il giusto equilibrio tra il rischio di fare troppo e quello di non fare abbastanza”, considerando il tempo necessario per far rientrare l’inflazione nei limiti prestabiliti.

    Nel frattempo, la stima preliminare di Eurostat sul PIL del terzo trimestre ha registrato un calo dello 0,1%. In Italia, nonostante il positivo trend nel settore turistico, nei servizi sembra essersi attenuato il robusto recupero verificatosi dopo la fase più critica della pandemia.

    Gli appelli a sostenere le famiglie

    Tuttavia, Federconsumatori e Codacons mettono in guardia sulla presunta illusione dei dati e invitano il governo italiano a mantenere l’impegno nel sostenere le famiglie. Il calo dell’inflazione è attribuibile soprattutto al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici, che mostrano una diminuzione del 17,7% per quelli non regolamentati e del 32,7% per quelli regolamentati rispetto all’anno precedente. Nel contempo, il costo degli articoli nel carrello della spesa continua a salire, registrando un aumento del 6,3% ad ottobre. Gli alimentari, in particolare, evidenziano una crescita annua del 6,5% (con un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente), generando una spesa aggiuntiva per il cibo di circa 523 euro all’anno per un nucleo familiare con due figli.

    In un comunicato stampa del 31 ottobre 2023, Federconsumatori definisce il dato dell’inflazione del +1,9% di ottobre un’ “illusione prospettica”, in quanto calcolato rispetto ad ottobre 2022, periodo in cui si è registrato un forte aumento che ha sfiorato picchi del 12%. L’organizzazione a tutela dei consumatori ha chiesto al governo italiano di non abbassare la guardia e di adottare ulteriori provvedimenti a sostegno dei consumatori. Tra le proposte, figurano la revisione delle aliquote IVA su beni e servizi, la proroga del mercato tutelato e la riforma delle accise e degli oneri di sistema su beni energetici e carburanti.

    In conclusione, l’attuale dinamica dell’inflazione richiede una gestione equilibrata. Le recenti osservazioni dell’ex governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sottolineano la necessità di cautela nelle politiche monetarie. Nel contesto italiano, l’appello di Federconsumatori a sostenere le famiglie mette in evidenza l’importanza di misure di supporto mirate. Il futuro dell’inflazione nell’Eurozona rimane una sfida complessa, con decisioni ponderate necessarie per garantire stabilità economica e benessere sociale.

    L’articolo L’inflazione nell’Eurozona è in diminuzione è stato scritto su: Business | CUENEWS.

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