La BBC ha realizzato un documentario chiamato “Putin vs the West” e tra i protagonisti c’è Boris Johnson; il politico britannico racconta che Putin minacciò il Regno Unito. Il documentario racconta tutti i passi che hanno portato alla guerra in Ucraina. Un racconto che parte dalla presa della Crimea nel 2014 fino all’invasione dell’Ucraina, narrando un decennio di scontri attraverso le parole dai leader occidentali. Il documentario della BBC “Putin Vs the West” andrà in onda oggi, lunedì 30 gennaio, su BBC Two alle 21:00 e sarà disponibile su iPlayer nel Regno Unito.

Durante una telefonata Putin minacciò il Regno Unito
Boris Johnson ricopriva il ruolo di Premier quando arrivò la minaccia da parte del Leader russo. La telefonata inaspettata risale a poco prima dell’invasione dell’Ucraina, nel febbraio dell’anno scorso, e lo stesso Boris la definisce “straordinaria” per i toni pacati usati da Putin. Boris Johnson racconta di ricevuto la telefonata (anche piuttosto lunga) dal Presidente Putin in persona proprio il giorno dopo aver incontrato Volodymyr Zelens’kyj a Kiev.
L’oggetto della conversazione fu l’intenzione russa di iniziare una guerra contro l’Ucraina che come sappiamo si è poi concretamente realizzata. Nel corso della telefonata, Boris Johnson avvertì Vladimir Putin sulle conseguenze di una simile azione ipotizzando una dura reazione dell’Occidente. Sentite queste parole, Putin minacciò il Regno Unito con queste parole:
“Boris, non voglio farti del male ma, con un missile, ci vorrebbe solo un minuto o qualcosa del genere.”
Perché Putin minacciò il Regno Unito?
Erano quei giorni in cui ogni cosa lasciava presumere lo scoppio di una guerra ma tutti ancora la ritenevano impossibile o almeno speravano che così fosse. Come già abbiamo detto, Boris Johnson fu anche molto chiaro sui provvedimenti che l’Occidente avrebbe adottato, in primis sulle pesanti sanzioni. Evidentemente il fine dell’allora leader britannico era quello di scoraggiare qualsiasi azione militare russa in Europa. Dall’altro lato, il Presidente russo ascoltava mantenendo comunque un certo distacco, almeno così Boris racconta.
Probabilmente Vladimir Putin voleva dimostrare di non temere affatto una reazione dell’Occidente e allo stesso tempo seminare incertezze nell’animo del suo interlocutore. Risponderà alla fine con una minaccia, ricordando al Regno Unito di essere a portata di tiro dei missili balistici russi. Boris sicuramente rimase perplesso, d’altronde lo è ancora oggi, ma lascia aperta la possibilità che Putin scherzasse.
Bisogna preoccuparsi? Le diverse opinioni
Il portavoce del Cremlino ha raccontato una versione diversa da quella di Boris. L’affermazione dell’ex primo ministro può essere solo una menzogna, resta da chiarine la natura: una bugia deliberata o una bugia ingenua. Nel primo caso, Boris avrebbe mentito alla BBC per screditare la Russia e dipingerla con tinte ancora più cupe. Nel secondo caso, invece, la menzogna è semplicemente frutto di incomprensioni: Boris ha interpretato male le parole del presidente Putin.
Non è possibile stabilire con certezza se il racconto di Boris corrisponde o meno alla realtà. Ancor più difficile è capire se l’eventuale minaccia di Putin deve essere presa sul serio. Sempre il documentario racconta che nove giorni dopo il colloquio di Boris Johnson con il Presidente Putin, il Segretario alla Difesa Ben Wallace ha raggiunto Mosca. Era l’11 febbraio quando Wallace ha incontrato il suo omologo russo, Sergei Shoigu. Wallace ha lasciato la Russia molto preoccupato: il generale Valery Gerasimov, capo dello Stato Maggiore russo, lo ha salutato con queste parole:
“Non saremo mai più umiliati”.
Boris Johnson racconta anche che all’alba del conflitto, mentre i carri armati russi superavano il confine quel drammatico 24 febbraio, il presidente Zelens’kyj gli telefonò nel cuore della notte. Il Presidente dell’Ucraina lo avvisò che la Russia attaccava da più fronti. Johnson racconta di aver offerto a Volodymyr Zelens’kyj aiuto per lasciare il Paese e mettersi in salvo:
“Non ha accettato la mia offerta. Eroicamente rimase dov’era”.
