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    Juventus, perchè si è dimesso l’intero CdA della squadra torinese

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    Terremoto in casa Juventus…e c’è chi dice che non sia una novità. L’intero CdA si è dimesso. Da Andrea Agnelli a Pavel Nedved. Tutti hanno lasciato le poltrone. Ma quale può essere stato il motivo scatenante di questo abbandono collettivo?

    Juventus, perché il CdA si è dimesso

    Tra poco è Natale e tutti, o quasi, stiamo facendo il conto alla rovescia per spacchettare i regali. I tifosi juventini però hanno già aperto il loro. La Juventus è crollata. Tutto ha inizio dall’indagine Prisma che ha visto indagati Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene.

    Indagine Prisma

    L’inchiesta, condotta dalla Procura di Torino e durata 17 mesi, ha setacciato tutti i conti della squadra torinese per poi suddividere l’indagine in due grossi filoni: plusvalenze fittizie e manovra stipendi. Il tutto ha inizio a maggio 2021 quando l’indagine viene affidata ad un pool di magistrati formato dai sostituti procuratori Ciro Santoriello e Mario Bendoni aiutati nelle attività di intercettazione dall’aggiunto Marco Gianoglio e dal commercialista Enrico Stasi. Il sospetto nasce di fronte all’esistenza di operazioni a specchio ossia operazioni con effetti positivi sul bilancio delle due società senza però apparente movimentazione di denaro.

    Il 25 novembre 2021, la Guardia di Finanza perquisisce per la prima volta i due locali del club juventino e vengono indagati, non solo Andrea Agnelli ma anche Pavel Nedved, Stefano Cerrato, responsabile finanziario e tre dirigenti che all’epoca lavoravano nella squadra ossia Fabio Paratici, Marco Re e Stefano Bertola. Tutti questi personaggi vengono accusati di aver emesso fatture a seguito di operazioni inesistenti e di false comunicazioni delle società quotate. Una seconda perquisizione viene disposta, sempre dalla Guardia di Finanza, il 2 dicembre 2021 ma non tutti i documenti sono presenti all’interno del club. Alcuni sono custoditi dagli intermediari esterni che hanno curato le varie negoziazioni motivo per il quale agli indagati si aggiunge il responsabile legale Cesare Gabasio.

    Dalle plusvalenze agli accordi con i calciatori

    L’inchiesta Prisma, alla fine del 2021, si sposta dalle plusvalenze ad accordi segreti con i calciatori. Durante una intercettazione Cesare Gabasio parla con Federico Cherubini, il direttore sportivo, di una certa “carta” che dovrebbe essere stata sottoscritta con Cristiano Ronaldo. 

    Se salta fuori ci saltano alla gola… tutto sul bilancio, i revisori e tutto. Poi va a finire che ci tocca fare una transazione finta.

    Dice Gabasio a Cherubini.

    Da questa intercettazione, si scoprono accordi tra il club ed alcuni calciatori durante il periodo del Covid. E la Procura intende saperne di più. Infatti, tra fine marzo ed inizio aprile, c’è il via vai di calciatori davanti la Procura: da Dybala a Bernardeschi, da Bonucci a Chiellini. Il motivo? Far chiarezza sugli stipendi sospesi durante la pandemia.  Il 24 ottobre 2022, termina l’inchiesta con 16 indagati. I capi d’accusa sono: false comunicazioni rivolte al mercato, falso delle comunicazioni sociali, aggiotaggio, ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza ed uso di fatture per operazioni inesistenti.

    Juventus, in cosa consiste la “carta Ronaldo”

    Ultimamente è tornata agli onori della cronaca quella che all’epoca fu definita “carta Ronaldo”. Ma tecnicamente, di cosa si tratta? La “carta Ronaldo” è un documento che dovrebbe attestare un accordo tra la Juve e Cristiano Ronaldo. Un accordo di quasi 20 milioni di euro da versare a CR7 anche in caso di abbandono della Juve. 20 milioni di euro che però non sono mai comparsi in bilancio. E adesso, Cristiano Ronaldo batte cassa e vuole incassarli. La “carta Ronaldo” rientra nella manovra stipendi 2020-2021 firmata con 17 calciatori. Questa manovra prevedeva una buonuscita nel caso in cui il calciatore avesse deciso di cambiare squadra e un premio fedeltà se fosse rimasto.

    Juventus, cosa succede adesso

    Il CdA ha richiesto che Maurizio Arrivabene mantenga la sua carica di Amministratore delegato, mentre l’incarico di Direttore Generale è stato conferito a Maurizio Scanavino. Nel mentre, nonostante si intenda oramai cessato, il Consiglio di Amministrazione continuerà la sua attività in regime di prorogatio. Durante tale regime, l’attività di un organo non cessa, nonostante siano scaduti i termini, per il mancato o ritardato rinnovo dei suoi componenti.  Il nuovo CdA verrà ufficialmente eletto il 18 gennaio 2023 e voci di corridoio affermano che alla presidenza potrebbe esserci Gianluca Ferrero, uomo che, secondo Exor:

    possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico.

    Staremo a vedere!

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