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    Sabotaggio dei gasdotti Nord Stream: la reazione delle nazioni europee

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    Per le nazioni nordiche, le esplosioni avvenute il 26 settembre avevano come obiettivo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Alcuni Paesi avevano già notato la sospettosa presenza di droni non identificati presso i gasdotti. Intanto il presidente russo Vladimir Putin dà la responsabilità a Stati Uniti e NATO. Secondo la Russia, il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream aveva l’obiettivo di aumentare le tensioni internazionali. L’ipotesi opposta invece vede l’impiego dei droni adibiti alle operazioni di manutenzione dato che i gasdotti appartengono ad una società energetica russa.

    Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream scatena la reazione dei Paesi Nordici

    Le esplosioni hanno avuto luogo all’interno delle acque svedesi e danesi. La Svezia ha dichiarato il 1 ottobre di mantenere l’elevato livello allerta e di cooperare con agenzie governative straniere. Per indagare sul caso è stata già inviata la nave HSwMS Belos (A214), particolare unità di soccorso sottomarino della marina svedese.

    La Danimarca segue la Svezia ed invia sul posto la HDMS Gunnar Thorson, nave progettata per la protezione ambientale, scortata dalla fregata HDMS Absalon. Mette Frederiksen, Ministro di Stato della Danimarca, ha interpellato alcuni leader europei e il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Lo scopo delle consultazioni è quello di pianificare una strategia per la difesa delle infrastrutture più esposte.

    La Norvegia ha dimostrato maggior prontezza, probabilmente già aveva intuito possibili attacchi di questo tipo. Prima del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, fu la Norvegia ad avvertire l’Europa riguardo l’insolita attività di droni nei pressi del Mare del Nord. Anch’essa ha schierato la guardia costiera insieme a pattugliatori offshore, corvette e fregate. Un fervore indiscutibile che coinvolge anche l’esercito e l’aeronautica.

    Un po’ ambigua la Finlandia che non ha rilasciato dichiarazioni riguardo il suo impegno nella causa. Il primo ministro Sanna Marin, durante una conferenza stampa datata 28 settembre, ha rassicurato che le unità finlandesi proteggono la propria zona economica esclusiva senza aggiungere alcun dettaglio. Il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat ha divulgato la notizia di gravi guasti tecnici ai Dornier Do 228 della guardia di frontiera. Questi velivoli sono gli unici mezzi di pattugliamento marittimo a disposizione della Finlandia e già da anni il Paese pianifica di sostituirli.

    Le altre potenze europee fanno la loro parte

    Anche altre nazioni hanno reagito dopo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Abbiamo detto che la Norvegia è tra le nazioni che più si impegna, ad ogni modo ha una flotta abbastanza limitata se si considerano le navi per missioni offshore prolungate. A sanare questa falla ci pensano Germania, Francia e Regno Unito.

    L’attacco ha inoltre indotto le potenze europee ad aumentare la sorveglianza presso infrastrutture strategiche. L’Italia ha ad esempio conta su unità navali, sia di superficie che subacquee, supportate da aerei ed elicotteri della Marina Militare. È di fondamentale importanza proteggere i gasdotti Transmed e Greenstream. Il primo collega il nostro Paese con l’Algeria passando per la Tunisia; il secondo invece connette l’Italia con la Libia. L’esempio del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream ci costringe ad essere estremamente prudenti. Occorre monitorare l’attività di unità subacquee e a quanto pare non sottovalutare i droni, protagonisti del conflitto.

    Per le nazioni nordiche, le esplosioni avvenute il 26 settembre avevano come obiettivo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Alcuni Paesi avevano già notato la sospettosa presenza di droni non identificati presso i gasdotti. Intanto il presidente russo Vladimir Putin dà la responsabilità a Stati Uniti e NATO. Secondo la Russia, il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream aveva l’obiettivo di aumentare le tensioni internazionali. L’ipotesi opposta invece vede l’impiego dei droni adibiti alle operazioni di manutenzione dato che i gasdotti appartengono ad una società energetica russa.
    F-35 fighter pattugliano il Mare di Norvegia (photo: Norwegian Armed Forces)

    L’articolo Sabotaggio dei gasdotti Nord Stream: la reazione delle nazioni europee è stato scritto su: Marine CuE | Close-up Engineering.

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