Ottenere un mutuo in banca diventa sempre più difficile, ma quali sono i criteri di selezione? Ecco cosa fare.
Ottenere un mutuo è diventato più complicato. Le banche richiedono garanzie solide, redditi stabili e una bassa esposizione debitoria. I giovani con contratti a tempo determinato o partite IVA faticano a superare le valutazioni di rischio.
L’aumento dei tassi di interesse ha reso i mutui meno accessibili. Le rate mensili sono più alte e il potere d’acquisto si riduce. Anche chi ha una buona busta paga deve rivedere il budget. Le banche sono più prudenti e valutano con attenzione la sostenibilità del debito nel lungo periodo.
Molti richiedenti incontrano ostacoli nella fase di istruttoria. Documenti mancanti, tempi lunghi e richieste in più rallentano l’approvazione. Alcuni istituti chiedono garanzie personali o fideiussioni.
Le regole sui mutui sono diverse tra banche. Alcune favoriscono i giovani con prodotti dedicati, altre mantengono criteri rigidi. Quali sono le regole che le banche hanno per poter accettare o rifiutare un mutuo?
Cosa cambia quando chiedi un mutuo
Il contesto economico incide sulla concessione dei mutui. L’inflazione, la precarietà lavorativa e l’incertezza del mercato immobiliare spingono le banche a ridurre il rischio. Anche il valore dell’immobile può influenzare l’esito: se la perizia è inferiore al prezzo richiesto, l’importo finanziabile si abbassa.
Per superare gli ostacoli, molti si affidano a strumenti alternativi. I mutui agevolati per under 36, le garanzie statali e i fondi di solidarietà sono utili, ma non sufficienti. Una voce sul Web rivela quali sono i criteri.

Il caso
In un video pubblicato come post sul profilo Instagram @antoninolongo.adv lo scorso 2 novembre, Antonino Longo spiega: “Prima di darti un prestito vogliono essere certi che tu possa restituirlo senza andare in difficoltà economica. Il reddito deve essere stabile, contratto a tempo indeterminato o attività con bilanci regolari. Poi analizzano il livello di indebitamento: tutte le tue rate attive non devono superare il 30-35% del reddito netto“.
Come funziona con la storia creditizia? “E infine valutano la tua storia creditizia. Se hai avuto prestiti passati e li hai rimborsati sempre puntuale, sei considerato affidabile. Oppure in caso di assegni scoperti o pignoramenti, questi restano registrati per anni. Molti non lo sanno, ma anche una semplice segnalazione di ritardo nei pagamenti rimane nel sistema fino a 36 mesi, e se sei segnalato difficilmente ti daranno nuovi prestiti”. Se hai un ritardo su una rata, rischi lo stop per 36 mesi secondo la fonte.
L’articolo Un lavoro ed un bello stipendio non bastano più: le banche non danno più mutui | La fiducia è finita è stato scritto su: Business | CUENEWS.
