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    Turchia, la vittoria “poco vittoriosa” di Tayyip Erdogan

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    Colui che viene definito “il sultano”, ha vinto per la terza volta le elezioni in Turchia. Recep Tayyip Erdogan si è riconfermato Presidente della Repubblica di Turchia, dopo già ben venti anni al potere. Ma se da un lato si canta vittoria per la riconferma, dall’altra si guarda con preoccupazione alla percentuale. Infatti Erdogan ha vinto le elezioni con “solo” il 52% al ballottaggio contro il social democratico Kemal Kilicdaroglu. Cosa mai successa in precedenza.

    La nostra gente ci ha dato ancora fiducia, sarà il secolo della Turchia.

    Dice il capo dello Stato rendendosi però conto che governerà un Paese praticamente spaccato a metà. 

    Turchia, perchè Erdogan ha vinto di nuovo

    Per molti, queste ultime elezioni avrebbero potuto rappresentare le elezioni della svolta, sostituendo un presidente al potere da ormai venti anni. Così non è stato. Ma perchè si era diffusa l’idea che  l’opposizione avrebbe avuto una vittoria schiacciante? E soprattutto, perchè non è successo? 

    In tanti erano sicuri della vittoria del social democratico Kemal Kilicdaroglu dato che Erdogan non solo era uscito indebolito dal terremoto che a febbraio aveva colpito la Turchia e che aveva reso ancora più coalizzata l’opposizione ma era stato accusato anche di non aver gestito bene la questione economica, generando crisi e panico nel paese.

    L’economia controversa di Erdogan

    In venti anni di governo, Erdogan ha portato avanti politiche economiche poco chiare ed alquanto controverse soprattutto su punti quali l’inflazione e la spesa pubblica. Perchè, se da un lato ha fatto crescere in modo smisurato l’economia del paese, dall’altro ha creato dei costi sociali alquanto insostenibili per la popolazione che, nel lungo periodo, ha rischiato di ricadere al di sotto della soglia di povertà accettabile. Basti pensare che secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il PIL turco è cresciuto dell’ 11% nel 2021 e del 5% nel 2022. E dietro questa lenta crescita, si nascondono non solo materie prime insufficienti ma anche offerte che non riescono a reggere il ritmo delle domande. E qual è di solito la risposta a questa tipologia di evento? L’inflazione elevata. E cosa succede quando l’inflazione aumenta? Aumentano i tassi di interesse con conseguente aumento dei prezzi che, se non è seguito da un incremento salariale, porta la popolazione ad impoverirsi sempre di più.

    Turchia

    Ma quindi perchè Erdogan ha vinto di nuovo? La risposta a questa domanda è semplice. Erdogan, dalla prima ascesa al potere, è sempre riuscito a portare dalla sua le divisioni soprattutto religiose, presenti nel paese. Cosa che l’opposizione non è riuscita a fare, se si considera poi anche che il partito di Kilicdaroglu, il CHP, è sempre stato contro la pratica islamica, ragion per cui mal visto dagli islamisti più conservatori. 

    Turchia, cosa succederà con Erdogan ter

    Altri cinque anni di potere nelle mani di Erdogan, che governerà la Turchia almeno fino al 2028

    Sarò qui finchè non sarò nella tomba.

    Ha detto il presidente e questo può essere tecnicamente vero perchè, se da un lato,  secondo la Costituzione questo dovrebbe essere il suo ultimo mandato, dall’altro l’escamotage è dietro l’angolo. Infatti, se il Parlamento interrompe il suo mandato prima della scadenza naturale dello stesso, Erdogan potrebbe nuovamente candidarsi. D’altronde, dura lex, sed lex. No?

    La rielezione di Erdogan non è ben vista nel mondo LGBT+ in quanto, secondo gli esponenti di questo movimento, la campagna politica del presidente mirerebbe a rendere più autoritaria la nazione, aderendo ancora di più ai principi islamici. 

    Ma quella che parrebbe risentirne di più è, senza ombra di dubbio, l’economia che ad oggi parte da una inflazione altissima ed una svalutazione della lira turca, svalutazione che si è cercata di contenere in tutti i modi possibili. La Turchia ha infatti accettato prestiti dai paesi amici essendo terminate le risorse disponibili della Banca centrale turca, che ad oggi sconta un debito di circa 70 miliardi di dollari (secondo l’Economist). 

    L’opposizione potrebbe nel frattempo sciogliersi ma la popolazione civile sembra essere molto combattiva contro Erdogan o almeno una buona parte. Per adesso, staremo a vedere.

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